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Agropoli, irregolarità nella campagna elettorale di Alfieri: esposto in Procura

Evidenziate possibili irregolarità del candidato alla Camera e del Comune di Agropoli

AGROPOLI. Un esposto alla stazione carabinieri di Agropoli per segnalare possibili irregolarità nel modo in cui è stata condotta la campagna elettorale per le Politiche 2018 da parte del candidato alla Camera dei Deputati Franco Alfieri e del Comune di Agropoli. A presentarlo il Movimento 5 Stelle che già nelle scorse settimane aveva evidenziato alcune criticità.

L’esposto è dettagliato e interessa molteplici attività; la prima relativa alle modalità di affissione dei manifesti. Quelli di Alfieri, secondo i 5Stelle, sarebbero stati posizionati abusivamente a partire dal 31 gennaio. Una situazione segnalata dal consigliere comunale Consolato Caccamo alla polizia municipale. La risposta del comando è arrivata soltanto alcuni giorni dopo: nel plico consegnato all’esponente pentastellato vi era sì la ricevuta di pagamento del tributo per l’affissione, ma esso risultava successivo all’istanza del consigliere comunale.

Le possibili irregolarità non finiscono qui. Nel mirino dell’opposizione è finita anche la comunicazione da parte Comune di Agropoli. Per i 5 Stelle, infatti, attraverso i mezzi di comunicazione istituzionali “si continuava ad effettuare comunicazione non urgente e istituzionali che in alcuni casi sforava la propaganda politica”. Il caso è stato segnalato anche ad Agcom e Corecom; quest’ultima, attraverso una nota, confermava possibili violazioni della normativa.

Dubbi, infine, riguardano l’utilizzo del palazzetto dello sport Andrea Di Concilio. Quest’ultimo è stato utilizzato dal candidato del Pd alla Camera, Franco Alfieri, per il suo ultimo comizio (venerdì 2 marzo). Secondo Caccamo la richiesta per l’utilizzo della struttura avanzata per conto dell’ex sindaco dal segretario Pd, Modestino Rosiello, “faceva riferimento al regolamento di utilizzo degli impianti sportivi comunali”, nel quale era assente ogni riferimento a comizi elettorali o attività di propaganda. Inutile la richiesta dei 5 Stelle di revocare l’autorizzazione: il comizio c’è stato.

Alla luce dei fatti il consigliere comunale Consolato Caccamo si è rivolto alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania al fine di verificare se vi siano o meno responsabilità per quanto avvenuto.

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